Ciro SCARPONI

Vi chiederete perchè uno spazio, su questo sito, dedicato a Ciro Scarponi? A questa legittima domanda vi rispondo con poche righe. La grande curiosità e il grande amore per la tradizione italiana del clarinetto mi sono stati trasmessi da lui, il mio grande ed indimenticabile Maestro! Nei meravigliosi anni passati nella sua classe e vicino a lui, il sogno di una Accademia Italiana del Clarinetto che legittimasse la nostra grande tradizione italiana era sempre nelle sue parole. Io ho semplicemente cercato di realizzare questo sogno! Se in questi 21 anni sono riuscito, almeno parzialmente, a soddisfare questo suo desiderio lo devo alle idee di Ciro Scarponi e a tutti i meravigliosi amici clarinettisti che hanno creduto e credono in questo progetto. Grazie Maestro!  Grazie cari amici!

Piero VINCENTI

L’EREDITA’ MUSICALE DI CIRO SCARPONI

Ciro Scarponi (Torgiano, 1950 – Perugia 2006) è stato, per oltre 10 anni (1979 – 1990), il clarinettista ed uno dei musicisti di riferimento del compositore Luigi Nono che, innamoratissimo delle sonorità del clarinetto contrabbasso, affidava a Scarponi tutto il materiale sonoro e la ricerca relative alla famiglia del clarinetto in quel luogo a tratti mitologico che era lo "Experimentalstudio der Heinrich Strobel-Stiftung des Südwestfunks" di Friburgo. Questo già basterebbe di per sé a connotare la carriera di chiunque come di livello internazionale ma, ovviamente, Ciro Scarponi fu molto di più. Citando Renzo Cresti, che nel suo sito pubblicò un bellissimo ricordo del Maestro perugino, “Ciro Scarponi fu il clarinettista di riferimento di ciò che è stato chiamato il Rinascimento strumentale ossia quella ricerca tecnico-interpretativa che si è sviluppata prevalentemente durante gli anni 80 del ‘900 e che ha portato un ulteriore ampliamento delle possibilità strumentali, non fine a sé stesse ma sempre relazionate ai percorsi compositivi”. (renzocresti.com) … Sempre secondo Cresti: “Ciro Scarponi era il migliore di tutti gli interpreti della sua generazione, clarinettisti e non, in quanto il suo intuito era stupefacente …”.

Musicalmente poliedrico, intuitivo se non istintuale, naturale, trascinatore, incantatore se non ipnotizzatore Ciro Scarponi non fu il riferimento clarinettistico solo di Luigi Nono ma di decine e decine di compositori che gli dedicarono brani per clarinetto solo ed in ogni tipo di formazione alimentando nel corso di oltre 40 anni quel patrimonio di letteratura moderna e contemporanea che io amo chiamare “L’eredità musicale di Ciro Scarponi”. La sempre strettissima collaborazione con i compositori e la capacità di personalizzare fin dalla gestualità ogni singola interpretazione mi fanno sentire legittimato nell’indicare come “sua” questa biblioteca musicale che, in effetti, contiene brani a volte non pubblicati ma scritti per lui e nessun altro per espressa volontà del compositore.

Il primo brano, quello emblematico e che da inizio alla “storia”, fu sicuramente il Concerto per clarinetto solo di Valentino Bucchi. Il Liceo Musicale “Morlacchi” di Perugia, oggi Conservatorio e statalizzato proprio sotto la Direzione Bucchi nel 1974, vedeva alla fine degli anni ’60 lo studente Ciro Scarponi emergere dalla classe di clarinetto di Ivo Matteini come un prodigio di tecnica ed interpretazione. Per questo allievo “fuori dalla norma” Matteini espresse il desiderio all’amico Bucchi di scrivere un pezzo per clarinetto solo che suonasse completamente nuovo ed inusitato. (cit. “La Musica dell’aria: suono e luce nel clarinetto di Ciro Scarponi” – Stefano Ragni – GUERRA Edizioni 2012)

Il Concerto è proprio dedicato alla memoria di Ivo Matteini e la prima esecuzione si tenne il 18 maggio 1969 a Roma nel ridotto del Teatro dell’Opera. Lo eseguì Giuseppe Garbarino, che arrivò a Perugia per sostituire il compianto Matteini prematuramente scomparso, che collaborò con Bucchi alla definitiva stesura e che portò al diploma, Magna cum Laude, lo studente Scarponi. Come riporta Stefano Ragni nel libro sopra citato: “Pur valutando nella assoluta determinatezza l’importanza della collaborazione di Garbarino alla nascita del Concerto, chi scrive sente il dovere di declinare la sua personale rimembranza dei fatti per sottolineare il contributo sul campo offerto dal giovanissimo Scarponi”. 

Fu questa un’esperienza che segnò sicuramente il musicista perugino che negli anni ’70, e poi sempre … e sempre di più, iniziò a collaborare con molti compositori primo fra i quali Aurelio Peruzzi; Maestro di scuola fiorentina scrisse per Scarponi (e per noi suoi allievi n.d.r.) numerosi brani, la collaborazione nacque nel periodo in cui Ciro Scarponi vinse il concorso ed entrò a far parte dell’Orchestra del Teatro Comunale di Firenze.

Rientrato come docente al Conservatorio di Perugia nel 1974, e definitivamente nel 1976, Ciro Scarponi letteralmente costruì la sua carriera di concertista esibendosi in numerosissimi recital per “solo clarinet”, in duo con l’amico pianista e biografo Stefano Ragni ed in tutte le varie formazioni che i brani di musica (all’epoca) contemporanea prevedevano. Le doti “fuori dalla norma” già citate furono evidenti fin da subito e, nel 1980, le innumerevoli esecuzioni del Concerto di Bucchi lasciarono il posto a quelle del brano Clair di Franco Donatoni, la cui doppia dedica (il primo brano a Garbarino e il secondo a Scarponi) di fatto legittimava a livello internazionale una fama di esecutore di musica contemporanea sempre crescente. In quello stesso periodo arrivò la “chiamata” del Maestro Luigi Nono dopo di che Ciro Scarponi collaborò veramente con tutti i più grandi compositori del suo tempo, citarli tutti sarebbe un problema, a margine di questa pagina troverete l’elenco di tutti i brani ed artisti che costituiscono “L’eredità musicale di Ciro Scarponi” ed in appendice anche la sua vera eredità, se vogliamo, e cioè i brani di sua composizione.

Doveroso è però citare gli amici di una vita, quei compositori che per vicinanza geografica e comunione di intenti hanno dedicato a Ciro Scarponi il maggior numero di opere: Fernando Sulpizi, già vice direttore del Conservatorio di Musica di Perugia (che sicuramente detiene il record di maggior numero di opere dedicate al Maestro), Carlo Pedini e Maurizio Borgioni, per una vita colleghi ed amici del Maestro; la lista delle loro opere è organizzata in pagine separate e dedicate.

 

lucasaracca

THE MUSICAL INHERITANCE OF CIRO SCARPONI

Ciro Scarponi (Torgiano, 1950 – Perugia 2006) was, for over 10 years (1979–1990), the clarinetist and one of the reference musicians of the composer Luigi Nono who, in love with the sound of the double bass clarinet, entrusted Scarponi with all the sound material and research related to the clarinet family in that sometimes mythological place that was the "Experimentalstudio der Heinrich Strobel-Stiftung des Südwestfunks" in Freiburg. This in itself would be enough to connote the career of anyone as an international level but, of course, Ciro Scarponi was much more. Quoting Renzo Cresti, who on his website published a beautiful memory of the Perugino Master, "Ciro Scarponi was the reference clarinetist of what has been called the Instrumental Renaissance, that is, that technical-interpretative research that developed mainly during the 80s of the 1900s and that brought a further expansion of instrumental possibilities, not an end in itself  but always related to compositional paths". (renzocresti.com) ... According to Cresti: "Ciro Scarponi was the best of all the performers of his generation, clarinetists and non-clarinetists, as his intuition was amazing ...

Musically multifaceted, intuitive if not instinctive, natural, dragging, charmer if not hypnotist Ciro Scarponi was not the clarinetistic reference only of Luigi Nono but of dozens and dozens of composers who dedicated pieces for clarinet solo and in all kinds of formation feeding over the course of over 40 years that heritage of modern and contemporary literature that I love to call "The Musical Legacy of Ciro Scarponi". The ever-very close collaboration with composers and the ability to customize every single interpretation starting from the gestuality make me feel legitimized in indicating as "his" this music library that, in fact, contains pieces sometimes not published but written for him and no one else by express will of the composer.

The first piece, the emblematic one and that from the beginning of the "story", was certainly the Concerto for solo clarinet by Valentino Bucchi. The "Morlacchi" Music School in Perugia, now Conservatory and state-owned just under the Bucchi Direction in 1974, saw at the end of the 60s the student Ciro Scarponi emerge from the clarinet class of Ivo Matteini as a prodigy of technique and interpretation. For this "out of the norm" student Matteini expressed the desire to his friend Bucchi to write a piece for solo clarinet that sounded completely new and unused. (cit. "La Musica dell'aria: suono e luce nel clarinetto di Ciro Scarponi" – Stefano Ragni – GUERRA Edizioni 2012)

The Concert is dedicated to the memory of Ivo Matteini and the first performance was held on May 18, 1969 in Rome in the Foyer of the Opera House. Giuseppe Garbarino played it, who arrived in Perugia to replace the late Matteini who died prematurely, who collaborated with Bucchi on the final drafting and who led to the diploma, Magna cum Laude, the student Scarponi. As Stefano Ragni reports in the book mentioned above: "While evaluating in absolute decisiveness the importance of Garbarino's collaboration at the birth of the Concerto, those who write feel the duty to decline their personal remembrance of the facts to underline the contribution in the field  offered by the very young Scarponi".

This was an experience that definitely marked the Perugino musician that in the 70s, and then always ... and increasingly, he began to collaborate with many early composers including Aurelio Peruzzi; Master of the Florentine school wrote for Scarponi (and for us his students n.d.r.) numerous pieces, the collaboration was born at the time when Ciro Scarponi won the competition and became part of the Orchestra of the Teatro Comunale di Firenze.

Returning as Professor at the Conservatory of Perugia in 1974, and definitively in 1976, Ciro Scarponi literally built his career as a concert player performing in numerous recitals for "solo clarinet", in duo with his pianist and friend and biographer Stefano Ragni as well in all the various formations that the contemporary music pieces (at the time) provided. The "out of the norm" skills already mentioned were evident immediately and, in 1980, the countless performances of the Bucchi Concert gave way to those of the piece Clair by Franco Donatoni, whose double dedication (the first piece to Garbarino and the second to Scarponi) in fact legitimized internationally a reputation as an ever-increasing performer of contemporary music. In that same period came the "call" of Maestro Luigi Nono after which Ciro Scarponi really collaborated with all the greatest composers of his time, quoting them all would be a problem, on the sidelines of this page you will find the list of all the pieces and artists that constitute "The Musical Legacy of Ciro Scarponi" and in the appendix also his true legacy, if we want, a list of his composition.

However, it is necessary to mention the friends of a lifetime, those composers who, due to their geographical proximity and communion of intentions, have dedicated the greatest number of works to Ciro Scarponi: Fernando Sulpizi, former Vice Director of the Conservatory of Music of Perugia (who certainly holds the record for the most works dedicated to the Master), Carlo Pedini and Maurizio Borgioni, for a lifetime colleagues and friends of the Master, the list of their works is organized in separate and dedicated pages.

 

lucasaracca

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